venerdì 1 novembre 2013

10 Agosto.2013 lettura del 50°anniversario del commiato scuola elementare

    Mi presento da me e questa non è la strampalata parola che magicamente trasforma la cosa in tema a dire costruita, nell’infiocca-mento commiato da vocalizzare. Non lo è perché conosco bene la licenziata voce che mi comprava e nello stesso tempo richiama la svenduta cattedrale costruita con slogan di giovani studenti del liceo a voce nel  deserto o simili, nell’unica gabbia doro come paragone di migliaia che non si vedono in ferro arrugginito. E' che sta presentando Antonio come reporter e non come loro che sono gli alunni, i presenti uomini che riescono con molta facilità a parlare e a esprimere l’anniversario di questo 50simo commiato di scuola elementare. Celle di brutte parole e spiegazioni che stanno ad aspettare noi per scegliere dove vogliamo vivere. Assolutamente sbagliato scegliere sia uno sia l’altro che di oro o di ferro niente consola come questa cosa che facciamo noi in tutta questa giornata che abbiamo a disposizione per fare qualcosa di utile e magari irrighiamo con le nostre lacrime a parole di tutta l’emozione sentita non come fanno i coccodrilli lagrime in tutta la parte asciutta e che non piove perché non c’è amore. Infioccatevi queste lacrime e le altre lagrime di spiegazione che basta uno che ha questo sentimento e possiamo azzardare l’eccezionalità di questo passaggio d’amore per la vita propria e quella degli altri. Quali facendo di quell’operosità del pensiero creato non pianta ulivo come non costruisce nella parte deserta quest’arte di farci tutti incontrare dopo 50anni. E che abbiamo lasciato in quel lontano tempo la scuola elementare. Ora per me va bene pensare alla cosa utile per tutti perché volendo, possiamo impedire di fare asciugare quella goccia in parola di acqua naturale e, d’insegnamento del maestro avuto. Ora dico a tutti voi che leggete come si può impedire di fare asciugare la goccia buttato nell’oceano. Bene! Detto, questo abbiamo capito che ci vuole l’amore in tutte le cose se vogliamo pretendere il miracolo. E mi ripeto per prendere il pensiero lasciato nell’iniziazione di questa strampalata visione scritta solo per far capire a noi stessi che non è una cosa per la quale la fanno tutti anzi io, credo che non la fa nessuno. Così diceva il maestro e, magari lo fanno solo per un incontro. Vedendosi con il maestro superficialmente senza tante attenzioni da scrivere i ricordi e con la malinconia ripeto non questo che stiamo facendo noi stamattina andando in chiesa e in più cinquanta anni dopo - il commiato. Vi siete ancora ricordati del maestro e affermate anche in tutti voi gli amici, la cosa più sorprendente che ci porta a scoprire non solo la faccia o l’età rispetto agli uguali anni distinti nei mesi per bellezza primavera o meravigliosa estate. A continuare magnificamente e largamente l’autunno a dire che bella stagione in fascia all'arrivato inverno e il 25 Dicembre corpo magico che non desta dopo la morte, ma nasce la croce più tosto complesso il crocefisso. E che adeguatamente arriviamo a Pasqua che adeguatamente sveglia il corpo addormentato perché non s’è mai visto morto Gesù Cristo e come leggete della nostra natura perché di nuovo arriva l’estate. E il principio base ci fa vivere di nuovo quel magico giorno per rincontrarsi di nuovo molto bello è tra di voi che avete più festa dentro l’anima, c’è questo bene. Bene!Una cosa forte e modesta come direbbe qualcuno presente che a farlo sentire a tutti noi - tanto simile questa cosa non è! Nessuno esprime meglio di lui Ungaretti - Il maestro ripeteva e gli amici con la parola “tanto” chiasso che faceva ripetere che eravamo un gran numero certo mancavano qualcuno ma questo non ci impedisce di festeggiare il commiato della scuola elementare tutti insieme. - Certo sarebbe stato più bello se il numero era più nutrito vale a dire che era meglio se non mancava nessuno. In ogni caso l’amico malato è restato a casa e avrà l’opportunità se campa di venire il prossimo anno peccato invece per qualche altro e sono emozioni così grandi a spiegare il disegno divino che ci dispiace. Perché non possono presentarsi neppure domani come hanno fatto il resto dell’altro assente oggi. Perché mi hanno lasciato intendere qualcuno dei presenti amici che non è da scartare di quegli introvabili. In altre parole è potuto succedere che ci hanno lasciato morendo, ma questo non è certo l’amico e nemmeno io che scrivo la cosa per andare in un mondo migliore. Perché entrambe le parole morte vita hanno dentro di questo significato attaccato. Difatti quando sono nato, io avevo attaccato già la morte per la vita e viceversa la cosa perché, così che vogliamo pensare. E tali pensieri così ascritti e accaduto - li lasciamo scorrere come acqua di fiume e di pace - che la parola non basta se prima non ci abbracciamo tutti facendo presente che ci siamo divertiti e siamo rimasti contenti tutti felice. La felicità va incatenata e come il cerchio chiuso nessuna uscita di parola che porta male aprendosi ancora prima del prossimo anno. Ammirevolmente ci incontreremo un'altra volta e pregheremo come facciamo oggi per quelli che non ci sono più perché morti ma seduti sicuramente in paradiso. Il maestro continua a ripetere finche il Padre Celeste, ci dà la salute - sempre come essere umano - e, continuerà a venire con questi cuori presenti come il commento equilibrato nella creatura umana sente lo spirito che sembra dire scrivendo il commiato di scuola elementare. E includo così fino a quando l’uomo in grado concorda con me la meraviglia e la splendidezza di quella classe incredibile a dirsi le deve tanto quanto gli alunni diventati grandi oggi ripagano Lui di quell’insegnamento - invitandolo ancora e augurandolo bene perché sapranno ancora prendere l’utile. Vale a commentare il detto utile a dilettevole e questa è dedicata tutta alla cultura per la vita e non per la morte che pure verrà, ma deve succedere solo quando dio è nella stessa domanda che vorrà!. 

1 commento:

  1. Peccato che non si è ripetuto il 2014 speriamo avanti - non fraintendetemi e non fermatevi mai a ripetere l'importanza di ritrovarsi in questa lettura di commiato..

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