giovedì 6 novembre 2014

7.11.2014 Tinta dalle mie parole per te Antonio Brunetti

La pagina tinta dalle mie parole colorate di sincerità rubata all’ego di sé che è l’io della stessa morte destata da questi pensieri. Che sono i miei e non il tuo passaggio tra il vivere morire qua vicino a questa spinta immortalità.

Mi spingo da solo per toccare sempre di più la mia e non la vostra ignoranza che poca importa a questa persona che traccia a tema libero. La propria ignoranza elementare. In realtà c’è una mente estrosa da lasciar pensare che sia l’unico strumento corpo umano capace - non per l’intelligenza - ma per il poco cervello e tanta voglia basata a mettere le sue caratteristiche lavorate per sua ricerca “aperto” per titolo e non per testata - in un libro unico delle oscurate parole e lettere a ossimoro di cazzate zero.  Penso spesso e mi ripeto a dire perché non cerchi amici che vogliono scrivere questo tipo d libro tagliato sulla malinconia o sulla sua dovuta testa che è difficile nella persona tutta per avere l’idea della propria grandezza. Non trovo sincerità, neppure la parte pulita che si spinge per l’iniziazione di questa pagina appressa all'altra

. Che userei con gli amici nella semplice e riservata guida che si può fare per costruire in pratica il proprio personalismo da lasciare a bocca aperta chi raccoglie frutto con il suo lavoro abbastanza da ricordare che questi sono i veri amici da trovare e fargli credere che è possibile colorare i mondi di nostra fantasia con la tinta particolare dei sogni che seguiranno abbastanza bene nell’aspetto imponente di cominciare con questa prima pagina. Ovviamente io sento l’ego talmente forte da poter calcolare il tempo rispetto agli umani e tutti quelli saliti nel mondo in sola voce per migliorare la propria anima spirituale a ruota libera. Lo voglio fare soprattutto per me che è parte di quel prodotto malato rispondendo correttamente a una mente estrosa di sotto la parola, l’uomo come la mia sicuramente in questa pagina da lasciare fuori natura quest’unica domanda a contatto della salute e difesa dei malati che dalle loro facce non vedremo mai chi è il vero corpo da curare. A cominciare dalla loro presenza che oggi è parola palindroma che si trova nel mondo Teleste “ETNAGIGANTE” anima mediatrice di come il figlio creatore dei mondi e dei tanti universi uno solo il padre da ricordare per presentazione celeste e felicemente contenta l’anima che generalmente gli umani chiamano paradiso dei tre mondi in un singolare universo di Dio. Il sé mi risponde se non ci fosse il sentito religioso, morirei prima di rinascere nella probabile improvvisa morte che desta tutti i figli dopo tre giorni dall’ultimo respiro. Ormai, anche se è strano, il mio modo di scrivere, studia se stesso, per i suoi strampalati modi; e pensieri sconnessi tra loro arrivano prima del capo in alto al nulla che niente produce se l’uomo di mente sana non si ammala. Come questa pagina sicura di voler essere letta dall’ego di sé ricomparire all’autore l’io straordinario, perché rinata dopo salito nel mondo in “Solo Voce”; e dimostra la sua natura di resurrezione tramite quest’ETNAGIGANTE. - Ponte di salvezza che conduce tramite il figlio dall’eterno spirito padre celeste. Vero paradiso per tutti i terrestri che rimarranno nello spirito santo del Cristo destato dalla morte e che il padre rivuole tutti i suoi fratelli senza vederli.

 Ora vorrei scrivere a te solamente <Antonio>; ricordandoti di quel vecchio detto Pugliese - chi fa tutto consuma la prima che si mangia l’ultimo raccolto a dire dal crudo a passare al pesce cotto portato dai pescatori nella città dei Manfredoniani. Lo sai è stato detto da quest’invenzione per sostenere la prima auto lettura preliminare a parte alla tua seconda scelta, il primo piatto di cozze con pepe olio e tanto prezzemolo. La pepata di cozze. E ora stai sentendo chi non ha voce per ordinare il secondo poi solo scrivere. Allora leggimi e stia in memoria per scendere giù da questa tua portata di percorso. Che noi qua non perdiamo la faccia del cuore, solo la tasca del denaro che non c’è al momento e, mentre il tuo animo trasmette da lassù di certo sei lì di comodo e il tuo viso viaggia nel percorso stabilito con lo spirito intelligente. Noi qua! Abbiamo visto la foto che hai pubblicato qui in Facebook. Ora prima di chiudere ti voglio ricordare bell’anima di Manfredonia che vive a Taranto e che anch’io ho vissuto per poco lavorando all’ITALSIDER questa cosa che è già vecchia di un anno e più il tempo di un passo che arriva prima nella giovane età tua la mia ormai … trascorrendolo in giro per l’Europa non fa molto ridere ma piaci sempre alla famiglia. Non fa una piega, l’espressione di quest’occasione; ecco che allora scriviamo con parole a dire felicemente scelte per te. Bene!Antò! Le cozze! E sali e scendi come ti pare – gli amici con responsabilità morale, non ci perdono d'animo e, intanto tu stai di là e noi qua - Capito mi hai? Tu puoi trasmettere di più perché i tuoi messaggi, le foto e quant’altro si assoggettano perfettamente con il superlativo pensiero d’Antonio. Vive comunemente di questo a dire vogliamoci più bene e ti aspettiamo; non facciamo aprire le cozze loro non hanno cervello sia per capire e sia per scappare. Fin qui la cosa già sta qua, perciò cerchiamo la volontà e forza per arrivare a cuocerle in acqua con quella padella grande che non centra l’intelligenza, anche s’é diversa. Perché non ha eguali; giacché i molluschi, non sono come i vostri di come quelle di Taranto - il mondo non ha cozze con il cervello e, questo è un fatto scientifico ma soprattutto naturale la cosa. Ti ho regalato una strampalata grandissima lettura stravolgente e straordinaria come la tua avventura di sempre in città prega l’amico del bene e del male. Credimi!

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