venerdì 27 febbraio 2015

27.02.2015Alla ZUMBAFUSSE

     Lo strampalato si scrive dall’alta parola dell’uomo che senza arrampicarsi arriva giù per terra a guardare … e lo fa come si trascrive il proprio appellativo come ricordo di un amico importante diario - naturalmente vive di queste cose un po’ alla “ZUMBAFUSSE”. Come lì pensa a così le scrive … dopo una lunga lettura …
    La natura come tempo ci può dare più insegnamento di quanto gli insegnanti autori di libri. Le pagine ascritti nei libri è mente e braccia dell’uomo. Che pur avendo letto o scritto della biologia l’intelligenza che al momento non sfrutta come la natura di questa vita sfuggita. Come risultato di Dio sia giusto scrivere che l’umanità dimostra a rispondere che l’uomo perfetto, non può fare qualche virgola, d’errore, diversamente al saggista. Che pensa secondo la parola di Dio. Troviamo per via natura lo spirito santo corpo che sa essere più vicino al punto della perfezione. Il tempo è quella cosa che il Dio ha voluto alla perfezione. Quindi come il verbo è perfetto nella sua azione, la natura segue la sua creazione. Tutto è nello spirito del padre eterno madre della reale vegetazione. In realtà questa natura terrena tiene, minerale, animale, uomo di donne nella totale forma di vita e storia stupenda - così vissuta dai tempi dell’umanità.
    Perciò affrettati mio Lucilio e considera ogni giorno una vita perché tutto ciò che gira intorno all’universo sarà da lei rapita. <tutto è rapina> Così non m’importa se vivo in funzione dello ZUMBAFUSSE. Permette alla cultura degli Italiani che vivono nel paese della loro lingua effettiva. Però non è stato sempre così; infine  prima d’ora il sentito vernacolo dell’epoca si preferiva ricordare come parola naturale del paese scopo che è sconosciuto oggi ai nostri profondi animi e figli  della storia.

Alla ZUMBAFUSSE ALLA ZERAMBAMBA’ mi sono sempre presentato per quello che sono e non per L’uomo che: a sua volta succede ma non sempre accade che può controllare le proprie emozioni. Così oggi mi riscrivo comportandomi nuovamente come mi hanno definito nella vergognosa parola di vita U”ZERAMBAMBA’ Bene! Tutto questo si trova alla base della mia giocata parola sapienza. L’uomo per davvero può controllare le proprie emozioni? Diciamola che: solo se ha la forza di credere in quello che rispetta e fa. E facendo con forza porta coraggio alla resistenza del male e così via esattamente. Quindi se dovesse capitare che un amico ti porta l’appellativo <ZUMBAFUSSE> “ALLA ZERAMBAMBA’” ideale al militare in guerra che non deve direttamente parlare in lingua al suo paese ma ti prende come un fiume in piena o con il fucile di servizio - puntandotelo nel significativo “addosso” con la minaccia di ucciderti. Cosa si fa: il minacciato può solo avere fede in quella forza di conoscenza da controllare l’emozione della paura resistendo tranquillamente all’azione del’aggressore sapendosi spiritualmente tranquillo, non ha bisogno delle parole che arrivano alla “ZUMBAFUSSE” Alias U”ZERAMBAMBA’.

Una vita pur non avendo voce in capitolo pensa ugualmente a questa foto da quadro che mi sa tanto da romanzo. E, m'ispira a scrivere della sua breve e immensa lettura che ha colpito me per la sua profondità d’animo. Non sono un pittore, altrimenti una pennellata tra i tanti colori mescolerei tingendola nella sua bellezza - donna dai capelli lunghi sul nero castano che prende solo il caffè come cornice attendibile a questa che va messa subito prima che il quadro diventa degli altri lettori con amori e parole incancellabili perché messe su questo foglio bianco a capire un simile latte, poi il caffè di mamma.
     L’idea stessa mi da voce per fargli arrivare lo spirito che è sottinteso per nessun frainteso scrive il poeta che senza mai preso il pennello in mano tutto è già stato pubblicato stampato. Ora voglio dare uno sguardo con più attendibilità da parte di chi poi mi legge che non sono per niente un pittore, ma per l’amore della mia fantasia ci metto lettura alla foto curandola con parole che vedo davanti alla sua interpretazione a finire di leggere che basta mandare Gianni a comprare il latte al super mercato. Così restiamo a scrivere pensando come sempre i poeti in versi e persi. Sono tutti un po’ poeti ma a me manca il tocco che tocca la filastrocca, un po’ come la rondinella più bella messa in un quadro imprigionandola a vita e parole di come questa esprimono che pur volando come questa mia immagine di donna farfalla c’è Antonella che oggi come ieri resta la più bella di ogni rondinella che posa in uno scatto fantastico. Proprio come questa fantasia tirata dall’immagine sta qui oggi a romanzare tanto d’amare il molto scritto, anche se superfluo e strampalato la cosa resta tra le righe avendo di lei un amore di fotografia. Proprio così senza frainteso ho speso, anch’io un’ora di tempo come qualcosa di magico che ognuno vorrebbe trovare per prendere parola affabile sconfiggendo il terribile mostro che ruba i sogni, poi con gli occhi aperti e ancora assonnata ho scritto tutto nella memoria del vivente poeta che ha dedicato tutto alla sua bellezza, per non essere sola nella parte delle parole. Così come qualcosa ha già fatto Antonella Buffardi. 

Le parole hanno un corpo e questa cosa mi piace crederla così perché: questa è la simile che tutti vorrebbero scrivere. Parola a conoscere, così come si presenta liberamente e spontaneamente l’autore; senza pregiudizi alcuni scrivono della vita che fa pensare più del tempo vissuto di come il dovuto che: già è lettura franca per l’amica cosa che a me piace moltissimo. E comincio a scrivere qualcosa che abbiamo in comune: il latte, non faccio colazione anch’io, la mattina e, così prendo una porzione di caffè, poi verso le 9nove, 10dieci un paio d’ora prima di pranzare in famiglia consumo un frutto a volte una pera, mela, kiwi o una banana giusto per mettere qualcosa nello stomaco. Devo però precisare che ho avuto un periodo dove il latte ne consumavo assai e questo tempo si girava intorno agli anni settanta ottanta. Quando lavoravo negli stabilimenti chimici – sempre nella nostra bellissima <Italia>. Ora non posso scrivere un romanzo perché lo facevo, ma vi posso assicurare che era un fatto quasi obbligato-dicevano allora i miei amici di lavoro che faceva bene e proteggeva dai brutti mali che si capisce quali erano, anche se oggi ancora non sono riusciti gli scienziati dotti della medicina a uscire da questo brutto diavolo < male> che uccide. La storia quasi simile ma diversa negli aspetti della scuola e del lavoro poi oggi il latte io lo guardo perché compro un litro ogni tre giorni, solo per mio figlio Pino Massimo. Mia moglie è una donna che come te il latte non gli è mai piaciuto perché da piccola quando il buon’anima di mia suocera gli dava da bere quest’alimento, lei rigettava tutto e così da quando l’ho conosciuta io tre anni prima di sposarla e che aveva solo 15anni non ha più toccato il latte. Detto questo, mi libero subito da tutto facendo spassionatamente i complimenti a te e a quelli che vorranno essere tali per comunicare così alla lettera senza pregiudizi. In più una volta un mio amico che ho molto a cuore e che non scrivo il suo nome per rispetto della privacy ma che posso scrivere senza intaccare nessuno personalmente allora vi dico che è un maestro di ballo è Partenopeo è insegna a ballare a tutti gli appassionati iscritti a Napoli. Lui affermava sempre quando mi rispondeva come in lettera di poc’anzi che non ci pensava più di due volte a rispondere e a dire che era e lo sono tuttora molto superfluo. Pazienza! In ogni caso il sentimento che provo verso gli altri è più grande di me, in questa semplicità. Così come scorrono le parole a ruota libera si fa trascinare dalle correnti umane più che di quello di un fiume che sfocia in mare. Per poi essere travolte dalle onde che in questo caso siete voi la mia introvabile marea. Che mi piacerebbe tanto lasciar suonare tutto come un pianoforte poi risalire all’umanità con una sola nota che fa acqua da tutte le parti, ma c’è quella goccia buttata così che non asciugherà mai l’amore universale che è quello di voler per forza credere che ci sia sempre qualcuno come te! Spero non sia mai quest’anima come l’acqua disamorata e capisca così come sono convinto che ci dobbiamo rendere conto che non siamo mai soli. C'è sempre un autore, anche se poi tutte le parole, i pensieri gli hanno già detto gli altri prima di te! Tu sei oggi in questa sostanza. Dove la fine della fiera porta lettera a Lucilio in tutta la sua superficialità. C’è il sentimento di un ignorante elementare che ha tanta voglia e forza di scrivere un libro dove tutti avranno qualcosa di come, si presentava la tua … e mi fermo qua altrimenti come diceva sempre in sigla S.M. amico Partenopeo ci viene il mal di testa. Affettuosamente un amico qualunque al livello delle più elementari che a volte appaiono e altre sono attraversate con parole di poca conoscenza. Sulle cose che hanno portato me a scrivere per sminuire l’ignoranza, anche avendo letto più libri buoni che quelli come questa strampalata. Che va buttata nel cestino eliminando tutto il lavoro contraddittorio per il recupero solo perché possiate tutti quelli che hanno voluto con la voglia appropriata capire nulla. Del niente scritto senza perla che c’è: alla fine di questa mia lettura. Perché l’avete trovata avendo letto tutto in discesa la cosa non ha poi stancato molto a dire assai che basta!