La natura come
tempo ci può dare più insegnamento di quanto gli insegnanti autori di libri. Le
pagine ascritti nei libri è mente e braccia dell’uomo. Che pur avendo letto o
scritto della biologia l’intelligenza che al momento non sfrutta come la natura
di questa vita sfuggita. Come risultato di Dio sia giusto scrivere che
l’umanità dimostra a rispondere che l’uomo perfetto, non può fare qualche
virgola, d’errore, diversamente al saggista. Che pensa secondo la parola di
Dio. Troviamo per via natura lo spirito santo corpo che sa essere più vicino al
punto della perfezione. Il tempo è quella cosa che il Dio ha voluto alla
perfezione. Quindi come il verbo è perfetto nella sua azione, la natura segue
la sua creazione. Tutto è nello spirito del padre eterno madre della reale
vegetazione. In realtà questa natura terrena tiene, minerale, animale, uomo di
donne nella totale forma di vita e storia stupenda - così vissuta dai tempi
dell’umanità.
Perciò affrettati
mio Lucilio e considera ogni giorno una vita perché tutto ciò che gira intorno
all’universo sarà da lei rapita. <tutto è rapina> Così non m’importa se
vivo in funzione dello ZUMBAFUSSE. Permette alla cultura degli Italiani che
vivono nel paese della loro lingua effettiva. Però non è stato sempre così;
infine prima d’ora il sentito vernacolo dell’epoca
si preferiva ricordare come parola naturale del paese scopo che è sconosciuto oggi
ai nostri profondi animi e figli della
storia.
Alla ZUMBAFUSSE ALLA ZERAMBAMBA’ mi sono sempre presentato
per quello che sono e non per L’uomo che: a sua volta succede ma non sempre
accade che può controllare le proprie emozioni. Così oggi mi riscrivo
comportandomi nuovamente come mi hanno definito nella vergognosa parola di vita
U”ZERAMBAMBA’ Bene! Tutto questo si trova alla base della mia giocata parola
sapienza. L’uomo per davvero può controllare le proprie emozioni? Diciamola
che: solo se ha la forza di credere in quello che rispetta e fa. E facendo con
forza porta coraggio alla resistenza del male e così via esattamente. Quindi se
dovesse capitare che un amico ti porta l’appellativo <ZUMBAFUSSE> “ALLA
ZERAMBAMBA’” ideale al militare in guerra che non deve direttamente parlare in
lingua al suo paese ma ti prende come un fiume in piena o con il fucile di
servizio - puntandotelo nel significativo “addosso” con la minaccia di
ucciderti. Cosa si fa: il minacciato può solo avere fede in quella forza di
conoscenza da controllare l’emozione della paura resistendo tranquillamente all’azione
del’aggressore sapendosi spiritualmente tranquillo, non ha bisogno delle parole
che arrivano alla “ZUMBAFUSSE” Alias U”ZERAMBAMBA’.
Una vita pur non avendo voce in capitolo pensa ugualmente a questa
foto da quadro che mi sa tanto da romanzo. E, m'ispira a scrivere della sua
breve e immensa lettura che ha colpito me per la sua profondità d’animo. Non
sono un pittore, altrimenti una pennellata tra i tanti colori mescolerei
tingendola nella sua bellezza - donna dai capelli lunghi sul nero castano che
prende solo il caffè come cornice attendibile a questa che va messa subito
prima che il quadro diventa degli altri lettori con amori e parole
incancellabili perché messe su questo foglio bianco a capire un simile latte,
poi il caffè di mamma.
L’idea stessa mi
da voce per fargli arrivare lo spirito che è sottinteso per nessun frainteso
scrive il poeta che senza mai preso il pennello in mano tutto è già stato
pubblicato stampato. Ora voglio dare uno sguardo con più attendibilità da parte
di chi poi mi legge che non sono per niente un pittore, ma per l’amore della
mia fantasia ci metto lettura alla foto curandola con parole che vedo davanti alla
sua interpretazione a finire di leggere che basta mandare Gianni a comprare il latte
al super mercato. Così restiamo a scrivere pensando come sempre i poeti in
versi e persi. Sono tutti un po’ poeti ma a me manca il tocco che tocca la
filastrocca, un po’ come la rondinella più bella messa in un quadro
imprigionandola a vita e parole di come questa esprimono che pur volando come
questa mia immagine di donna farfalla c’è Antonella che oggi come ieri resta la
più bella di ogni rondinella che posa in uno scatto fantastico. Proprio come
questa fantasia tirata dall’immagine sta qui oggi a romanzare tanto d’amare il
molto scritto, anche se superfluo e strampalato la cosa resta tra le righe
avendo di lei un amore di fotografia. Proprio così senza frainteso ho speso,
anch’io un’ora di tempo come qualcosa di magico che ognuno vorrebbe trovare per
prendere parola affabile sconfiggendo il terribile mostro che ruba i sogni, poi
con gli occhi aperti e ancora assonnata ho scritto tutto nella memoria del
vivente poeta che ha dedicato tutto alla sua bellezza, per non essere sola
nella parte delle parole. Così come qualcosa ha già fatto Antonella
Buffardi.
Le parole hanno un corpo e questa cosa mi piace crederla
così perché: questa è la simile che tutti vorrebbero scrivere. Parola a conoscere,
così come si presenta liberamente e spontaneamente l’autore; senza pregiudizi
alcuni scrivono della vita che fa pensare più del tempo vissuto di come il
dovuto che: già è lettura franca per l’amica cosa che a me piace moltissimo. E
comincio a scrivere qualcosa che abbiamo in comune: il latte, non faccio
colazione anch’io, la mattina e, così prendo una porzione di caffè, poi verso
le 9nove, 10dieci un paio d’ora prima di pranzare in famiglia consumo un frutto
a volte una pera, mela, kiwi o una banana giusto per mettere qualcosa nello
stomaco. Devo però precisare che ho avuto un periodo dove il latte ne consumavo
assai e questo tempo si girava intorno agli anni settanta ottanta. Quando
lavoravo negli stabilimenti chimici – sempre nella nostra bellissima
<Italia>. Ora non posso scrivere un romanzo perché lo facevo, ma vi posso
assicurare che era un fatto quasi obbligato-dicevano allora i miei amici di
lavoro che faceva bene e proteggeva dai brutti mali che si capisce quali erano,
anche se oggi ancora non sono riusciti gli scienziati dotti della medicina a
uscire da questo brutto diavolo < male> che uccide. La storia quasi
simile ma diversa negli aspetti della scuola e del lavoro poi oggi il latte io
lo guardo perché compro un litro ogni tre giorni, solo per mio figlio Pino
Massimo. Mia moglie è una donna che come te il latte non gli è mai piaciuto
perché da piccola quando il buon’anima di mia suocera gli dava da bere quest’alimento,
lei rigettava tutto e così da quando l’ho conosciuta io tre anni prima di
sposarla e che aveva solo 15anni non ha più toccato il latte. Detto questo, mi
libero subito da tutto facendo spassionatamente i complimenti a te e a quelli
che vorranno essere tali per comunicare così alla lettera senza pregiudizi. In
più una volta un mio amico che ho molto a cuore e che non scrivo il suo nome
per rispetto della privacy ma che posso scrivere senza intaccare nessuno
personalmente allora vi dico che è un maestro di ballo è Partenopeo è insegna a
ballare a tutti gli appassionati iscritti a Napoli. Lui affermava sempre quando
mi rispondeva come in lettera di poc’anzi che non ci pensava più di due volte a
rispondere e a dire che era e lo sono tuttora molto superfluo. Pazienza! In
ogni caso il sentimento che provo verso gli altri è più grande di me, in questa
semplicità. Così come scorrono le parole a ruota libera si fa trascinare dalle
correnti umane più che di quello di un fiume che sfocia in mare. Per poi essere
travolte dalle onde che in questo caso siete voi la mia introvabile marea. Che
mi piacerebbe tanto lasciar suonare tutto come un pianoforte poi risalire
all’umanità con una sola nota che fa acqua da tutte le parti, ma c’è quella goccia
buttata così che non asciugherà mai l’amore universale che è quello di voler
per forza credere che ci sia sempre qualcuno come te! Spero non sia mai
quest’anima come l’acqua disamorata e capisca così come sono convinto che ci
dobbiamo rendere conto che non siamo mai soli. C'è sempre un autore, anche se
poi tutte le parole, i pensieri gli hanno già detto gli altri prima di te! Tu
sei oggi in questa sostanza. Dove la fine della fiera porta lettera a Lucilio
in tutta la sua superficialità. C’è il sentimento di un ignorante elementare
che ha tanta voglia e forza di scrivere un libro dove tutti avranno qualcosa di
come, si presentava la tua … e mi fermo qua altrimenti come diceva sempre in
sigla S.M. amico Partenopeo ci viene il mal di testa. Affettuosamente un amico
qualunque al livello delle più elementari che a volte appaiono e altre sono attraversate
con parole di poca conoscenza. Sulle cose che hanno portato me a scrivere per
sminuire l’ignoranza, anche avendo letto più libri buoni che quelli come questa
strampalata. Che va buttata nel cestino eliminando tutto il lavoro
contraddittorio per il recupero solo perché possiate tutti quelli che hanno
voluto con la voglia appropriata capire nulla. Del niente scritto senza perla
che c’è: alla fine di questa mia lettura. Perché l’avete trovata avendo letto
tutto in discesa la cosa non ha poi stancato molto a dire assai che basta!